Alimentazione e agricoltura nel mondo
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Le terre agricole rappresentano il 12,6% del territorio nazionale e il Giappone è al 172° posto su 210 Paesi, eppure la resa dei cereali è al 23° posto — La struttura della produzione alimentare giapponese

Le statistiche mondiali su Alimentazione e agricoltura, osservate nel tempo

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Le terre agricole del Giappone coprono solo un ottavo del territorio nazionale

Gli Indicatori dello sviluppo mondiale (WDI) della Banca Mondiale riportano la percentuale di terre agricole sul territorio nazionale per 210 Paesi e regioni. Il valore mondiale è del 36.88%, mentre quello del Giappone è del 12.64%. Ordinando i Paesi dal valore più alto, il Giappone si colloca al 172° posto.

Ai primi posti si trovano la Costa d’Avorio (86.48%), il Turkmenistan (84.22%) e il Burundi (83.89%): esistono Paesi in cui oltre l’80% del territorio è costituito da terre agricole. Agli ultimi posti figurano il Suriname (0.45%), la Groenlandia (0.59%) e Singapore (0.92%).

Nel caso del Giappone, questo dato riflette anche il fatto che oltre due terzi del territorio sono coperti da foreste. La disponibilità limitata di pianure utilizzabili emerge in diversi aspetti delle statistiche agricole.

La resa per unità di superficie è al 23° posto su 181 Paesi

Sebbene disponga di poche terre agricole, il Giappone registra una resa dei cereali di 6,245.1 kg per ettaro, collocandosi al 23° posto su 181 Paesi e regioni. Si tratta di un valore quasi 1.5 volte superiore a quello mondiale, pari a 4,243.5 kg.

Ai primi posti si trovano l’Oman (29,147 kg), gli Emirati Arabi Uniti (23,306.5 kg) e il Qatar (18,274.6 kg). Tuttavia, in questi tre Paesi le terre coltivabili sono estremamente limitate e gli investimenti sono concentrati nella coltivazione in strutture protette e nell’irrigazione. Il motivo per cui la resa per unità di superficie risulta eccezionalmente elevata è anche il fatto che la superficie coltivata, utilizzata come denominatore nelle statistiche, è ridotta.

Agli ultimi posti figurano Capo Verde (40.3 kg), la Namibia (451.2 kg) e la Somalia (503.5 kg). Tra i valori più alti e quelli più bassi esiste una differenza superiore a 150 volte.

Dal punto di vista statistico, l’agricoltura giapponese si caratterizza per ottenere rese elevate da terre agricole ristrette.

Le persone che lavorano nell’agricoltura rappresentano il 2.81% degli occupati

La percentuale degli addetti all’agricoltura sul totale degli occupati è del 2.81%, collocando il Giappone al 39° posto su 187 Paesi e regioni, contando dal valore più basso. Si tratta di circa un nono del valore mondiale, pari al 25.78%.

Tra i valori più bassi figurano città-Stato e regioni come Singapore (0.10%), Hong Kong (0.18%) e Macao (0.37%). Tra quelli più alti si trovano il Burundi (85.34%), il Mozambico (73.01%) e il Niger (72.99%): esistono Paesi in cui oltre il 70% degli occupati lavora nell’agricoltura. Nel mondo, ancora oggi, una persona su quattro lavora nell’agricoltura.

Il 2.81% del Giappone rientra tra i valori più bassi al mondo, escluse le città-Stato. Si tratta di una struttura in cui poche persone ottengono rese elevate da terre agricole ristrette.

L’indice della produzione alimentare è al 142° posto su 195 Paesi

L’indice della produzione alimentare mostra quanto sia cambiata la quantità di produzione alimentare rispetto all’anno di riferimento. Il valore del Giappone è 100.27. Sebbene sia quasi uguale al valore mondiale, pari a 100.0, in termini di posizione il Paese si colloca al 142° posto su 195 Paesi e regioni, in una fascia più vicina al fondo della classifica.

Ai primi posti si trovano il Senegal (177.49), l’Arabia Saudita (172.66) e l’Oman (170.06), tutti Paesi che hanno aumentato significativamente la produzione rispetto all’anno di riferimento. Agli ultimi posti figurano il Gambia (71.08), Cuba (71.39) e l’Ungheria (74.66).

Questo indicatore misura il cambiamento, non il livello. Rimanere intorno a 100 significa che la quantità prodotta è rimasta pressoché stabile nel tempo. Anche se la resa è tra le più alte al mondo, ciò non significa che il volume totale della produzione sia in crescita.

Non sono disponibili dati sul Giappone per la percentuale di popolazione denutrita

La percentuale della popolazione denutrita è disponibile per 169 Paesi e regioni, con un valore mondiale dell’8.5%. Tra i valori più bassi figurano Algeria, Armenia e Australia (tutti al 2.5%), che corrisponde al limite inferiore di questa statistica. Tra i valori più alti si trovano Haiti (54.2%), la Somalia (53.2%) e la Corea del Nord (47.0%): esistono Paesi in cui oltre metà della popolazione è denutrita.

Il Giappone non è incluso in questo indicatore. La statistica è infatti elaborata principalmente per i Paesi in cui la denutrizione costituisce un problema. Anche l’assenza di un valore è una delle informazioni che indicano la posizione di un Paese.

Cosa emerge osservando i 5 indicatori insieme

IndicatoreValore del GiapponePosizione (numero di Paesi)Valore mondiale
Resa dei cereali6,245.1 kg/ha23° posto (181)4,243.5 kg/ha
Percentuale degli occupati nell’agricoltura2.81%39° posto (187 · dal valore più basso)25.78%
Indice della produzione alimentare100.27142° posto (195)100.0
Percentuale di terre agricole12.64%172° posto (210)36.88%
Percentuale di popolazione denutritaNon disponibile— (169)8.5%

La superficie è tra le più basse al mondo, la resa è tra le più alte, le persone che lavorano nel settore sono estremamente poche e la quantità prodotta è rimasta stabile. Questi quattro elementi non sono in contraddizione. Rappresentano un unico quadro: un Paese con una disponibilità limitata di terre utilizza macchinari e tecnologie per aumentare la resa per unità di superficie e gestisce la produzione con poche persone.

Nei confronti internazionali sulla sicurezza alimentare, il “tasso di autosufficienza” viene spesso messo in evidenza. Tuttavia, osservando prima i tre elementi alla base — terre agricole, resa e addetti — diventa più facile capire da quali risultati derivi quel singolo numero rappresentato dal tasso di autosufficienza.

Fonti

I valori si basano sull’anno più recente disponibile per ciascun indicatore. Percentuale degli occupati nell’agricoltura: 2025; resa dei cereali: 2024; percentuale di terre agricole: 2023; percentuale di popolazione denutrita: 2023; indice della produzione alimentare: 2022.