Alimentazione e agricoltura nel mondo
Italiano

Cibo e agricoltura: dove si colloca l'Italia nel confronto mondiale

Le statistiche mondiali su Alimentazione e agricoltura, osservate nel tempo

Dati su 211 paesi e aree

Prevalenza della denutrizione2.5%
31° su 169 (2023)
Resa cerealicola5,059kg/ha
43° su 181 (2024)
Superficie agricola44.26%
83° su 210 (2023)
Indice della produzione alimentare96.97indice
160° su 195 (2022)
Occupazione in agricoltura3.35%
42° su 187 (2025)

Cibo e agricoltura in cinque indicatori

La sequenza mostra un riquadro per ciascuno dei cinque indicatori su alimentazione e agricoltura, con la graduatoria dei paesi, il valore e la posizione dell'Italia e l'andamento negli anni disponibili. I dati provengono tutti dal World Development Indicators della Banca Mondiale. Ogni riquadro usa l'anno più recente pubblicato per quell'indicatore.

Prevalence of undernourishment31Italia 2,5%, contro l'8,5% del valore mondiale
Cereal yield43Resa cerealicola italiana a 5.059,4 kg per ettaro
Agricultural land83Il 44,26% del territorio italiano è terreno agricolo
Food production index160Indice di produzione alimentare italiano a 96,97
Employment in agriculture42In Italia il 3,35% degli occupati lavora in agricoltura

In ogni riquadro si legge dove si colloca l'Italia rispetto agli estremi della graduatoria e al valore mondiale, seguendo poi la linea dell'andamento nel tempo. I riquadri non vanno confrontati fra loro: cambiano unità di misura, numero di paesi considerati, anno di riferimento e verso della graduatoria.

In sintesi

Nei cinque indicatori raccolti in questa edizione l'Italia appare come un paese dalla base agricola ampia ma dalle rese intermedie: il terreno agricolo copre il 44,26% della superficie del paese (83º posto su 210 paesi), contro un valore mondiale del 36,88%. La resa cerealicola è di 5.059,4 kg per ettaro (43º su 181), circa 1,19 volte la media mondiale di 4.243,5 kg/ha, mentre l'agricoltura assorbe il 3,35% degli occupati (42º su 187), poco più di un settimo del 25,78% mondiale. Sulla prevalenza di denutrizione l'Italia risulta al valore minimo pubblicato dalla fonte, 2,5%, a fronte dell'8,5% mondiale. L'indice di produzione alimentare, invece, si colloca a 96,97 (160º su 195), cioè sotto il riferimento nazionale 2014-2016 = 100.

*Fonti: World Bank WDI — Prevalence of undernourishment (SN.ITK.DEFC.ZS), Cereal yield (AG.YLD.CREL.KG), Agricultural land, % of land area (AG.LND.AGRI.ZS), Food production index (AG.PRD.FOOD.XD), Employment in agriculture (SL.AGR.EMPL.ZS).*

Il valore più recente dell'indicatore di apertura

L'indicatore che apre questa raccolta è la prevalenza di denutrizione. Per l'Italia il dato più recente, riferito al 2023, è 2,5%, che nella graduatoria di 169 paesi corrisponde al 31º posto, mentre il valore mondiale è 8,5%: l'Italia si trova quindi molto al di sotto del riferimento globale. Questo confronto va però maneggiato con prudenza, perché 2,5% è il valore più basso che compare nei dati e viene attribuito a un gruppo numeroso di paesi: fra i primi dodici della classifica — Algeria, Armenia, Australia, Austria, Azerbaigian, Bielorussia, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Canada e Cile — tutti registrano esattamente 2,5%, così come l'Italia stessa. L'ordine interno a questo gruppo non esprime differenze misurabili. All'estremo opposto della graduatoria si trovano Haiti con 54,2%, la Somalia con 53,2% e la Corea del Nord con 47,0%.

*Fonte: World Bank WDI — Prevalence of undernourishment (% of population), SN.ITK.DEFC.ZS.*

Chi sta in alto e chi in basso

Per la resa cerealicola le prime posizioni sono occupate da paesi aridi con superfici coltivate molto ridotte e agricoltura fortemente irrigua: Oman 29.147,0 kg/ha, Emirati Arabi Uniti 23.306,5, Qatar 18.274,6, Kuwait 14.956,8. Solo più in basso compaiono grandi produttori come Nuova Zelanda (9.101,9), Belgio (8.485,7) e Stati Uniti (8.413,5). In coda si trovano Capo Verde con 40,3 kg/ha, Namibia 451,2, Somalia 503,5, Niger 577,4 e Sudan 580,3. L'Italia, con 5.059,4 kg/ha e il 43º posto su 181, sta nella metà alta ma lontana dai vertici.

Per la quota di terreno agricolo il quadro cambia: in testa Costa d'Avorio 86,48%, Turkmenistan 84,22%, Burundi 83,89% e Uruguay 81,35%; in fondo Suriname 0,45%, Groenlandia 0,59%, Singapore 0,92% e, fra i paesi europei, la Norvegia con 2,70%. L'Italia si colloca all'83º posto su 210 con 44,26%. Conviene ricordare che il verso della graduatoria non è lo stesso per tutti gli indicatori: per resa e superficie agricola il primo posto spetta al valore più alto, mentre per denutrizione e occupazione agricola spetta al valore più basso.

*Fonti: World Bank WDI — Cereal yield (kg per hectare), AG.YLD.CREL.KG; Agricultural land (% of land area), AG.LND.AGRI.ZS.*

Come è cambiato nell'ultimo decennio

La resa cerealicola italiana è passata da 5.315,1 kg/ha nel 2012 a 5.059,4 kg/ha nel 2023, con una diminuzione di 255,7 kg/ha; nel periodo il punto più alto è stato il 2014 con 5.717,5 e il più basso il 2022 con 4.750,0, un'oscillazione di quasi mille chilogrammi per ettaro fra un anno e l'altro. La quota di terreno agricolo è scesa dal 46,43% del 2012 al 44,26% del 2023, cioè 2,17 punti in meno, con un percorso non lineare: 41,95% nel 2018, 44,37% nel 2019, di nuovo 41,94% nel 2021.

L'occupazione in agricoltura era il 3,64% nel 2014, è salita fino al 4,05% nel 2021 e nel 2025 risulta al 3,35%, con un calo di 0,70 punti dal massimo. L'indice di produzione alimentare, infine, valeva 107,71 nel 2011 e 96,97 nel 2022, 10,74 punti in meno rispetto all'inizio della serie e sotto il riferimento 2014-2016 = 100. La prevalenza di denutrizione appare invariata a 2,5% in tutti gli anni dal 2012 al 2023, ma trattandosi del valore minimo pubblicato la serie indica solo che il dato è rimasto entro quella soglia.

*Fonti: World Bank WDI — AG.YLD.CREL.KG, AG.LND.AGRI.ZS, SL.AGR.EMPL.ZS, AG.PRD.FOOD.XD, SN.ITK.DEFC.ZS.*

Il confronto con i paesi vicini

Sulla resa cerealicola l'Italia (5.059,4 kg/ha, 43ª) registra il valore più basso fra i paesi di confronto disponibili: Stati Uniti 8.413,5 (3.354,1 kg/ha in più), Regno Unito 7.137,9, Germania 7.007,3, Corea del Sud 6.615,2, Cina 6.418,1, Francia 6.280,8 (1.221,4 in più) e Giappone 6.245,1. Rispetto alla Francia, paese con struttura agricola per molti versi vicina, il divario corrisponde a circa il 19% in meno.

Sulla quota di terreno agricolo il posizionamento è intermedio: l'Italia con 44,26% sta sotto Regno Unito 70,31%, Cina 55,43%, Francia 52,50%, Germania 47,47% e Stati Uniti 46,08%, ma nettamente sopra Corea del Sud 16,07% e Giappone 12,64%. Sull'occupazione agricola l'Italia (3,35%) impiega in agricoltura una quota più alta di Francia 2,33%, Giappone 2,81%, Stati Uniti 1,52%, Germania 1,07% e Regno Unito 0,85%, ma più bassa di Corea del Sud 5,10% e Cina 21,68%. Sull'indice di produzione alimentare l'Italia con 96,97 (160ª) risulta sopra Germania 92,71 e Francia 94,02, sotto Giappone 100,27, Stati Uniti 100,86, Corea del Sud 101,21, Regno Unito 101,24 e Cina 111,75. Sulla denutrizione tutti i paesi di confronto condividono lo stesso 2,5%.

*Fonti: World Bank WDI — AG.YLD.CREL.KG, AG.LND.AGRI.ZS, SL.AGR.EMPL.ZS, AG.PRD.FOOD.XD, SN.ITK.DEFC.ZS.*

Come leggere questi numeri

Ogni indicatore misura una cosa diversa e nessuno di essi, da solo, descrive la capacità produttiva di un paese. La resa cerealicola è il peso raccolto per ettaro di superficie a cereali: dipende dalle specie coltivate, dalla disponibilità di irrigazione e dall'ampiezza delle superfici, tanto che ai primi posti compaiono paesi con coltivazioni molto limitate e intensamente irrigate; non va quindi letta come una classifica delle potenze agricole. La quota di terreno agricolo somma seminativi, colture permanenti e prati e pascoli permanenti rispetto alla superficie territoriale, e non dice nulla su quantità prodotte o grado di autoapprovvigionamento.

L'indice di produzione alimentare è un numero relativo, costruito ponendo pari a 100 la media 2014-2016 di ciascun paese: la posizione in graduatoria riflette la variazione rispetto a quel riferimento, non il volume prodotto, e il valore mondiale 100,0 è a sua volta un riferimento, non una media di risultati. L'occupazione in agricoltura è una stima modellizzata dell'ILO, non una rilevazione diretta. La prevalenza di denutrizione ha un limite inferiore convenzionale a 2,5%, sotto il quale i valori non vengono distinti.

Tutti i dati provengono dal World Development Indicators della Banca Mondiale, aggiornato una volta l'anno; l'anno più recente varia da indicatore a indicatore, dal 2022 al 2025, e per la resa cerealicola l'ultimo valore disponibile coincide con quello della serie storica del 2023. Poiché le rilevazioni nazionali seguono metodi diversi, i confronti fra paesi vanno intesi come indicazioni di ordine di grandezza e non come misure esatte.

*Fonti: World Bank WDI — SN.ITK.DEFC.ZS, AG.YLD.CREL.KG, AG.LND.AGRI.ZS, AG.PRD.FOOD.XD, SL.AGR.EMPL.ZS (World Bank, https://data.worldbank.org).*

Prevalenza della denutrizione sulla mappa e nei grafici

Mappa mondiale di Prevalenza della denutrizione
Mappa del mondo: Prevalenza della denutrizione (2023). Più il colore è scuro, più il valore è alto. Il contorno arancione è Italia. Fonte World Bank (WDI)

In cima alla tabella dodici paesi condividono lo stesso 2,5%, dall'Algeria al Cile; in fondo compaiono Haiti 54,2%, Somalia 53,2% e Corea del Nord 47,0%. L'Italia è 31ª su 169 con il valore minimo.

Prevalenza della denutrizione: testa, coda e Italia1Algeria2.52Armenia2.53Australia2.54Austria2.55Azerbaigian2.529Irlanda2.530Israele2.531Italia2.532Kazakistan2.533Corea del Sud2.5167Corea del Nord47168Somalia53.2169Haiti54.2%
I primi 5, i vicini di Italia e gli ultimi 3 (2023). Il numero a sinistra della barra è la posizione. Fonte World Bank (WDI)
Andamento di Prevalenza della denutrizione9.37.45.53.71.82012201420162018202020222023ItaliaUSACinaMondo%
Italia a confronto con le grandi economie e con il mondo. Fonte World Bank (WDI)

Le barre mostrano un gruppo folto schiacciato sul valore minimo e una coda lunga di paesi con quote molto elevate. La linea dell'andamento italiano resta piatta a 2,5% dal 2012 al 2023, cioè sempre entro la soglia.

Confronta i paesi

Resa cerealicola

Mappa mondiale di Resa cerealicola
Mappa del mondo: Resa cerealicola (2024). Più il colore è scuro, più il valore è alto. Il contorno arancione è Italia. Fonte World Bank (WDI)
PosizionePaese / areakg/ha
1Oman29,147
2Emirati Arabi Uniti23,306
3Qatar18,275
4Kuwait14,957
5Saint Vincent e Grenadine13,344
41Ucraina5,148
42Arabia Saudita5,122
43Italia5,059
44Uruguay5,058
45Brasile5,003
179Somalia503.5
180Namibia451.2
181Capo Verde40.3

Vedi la classifica completa di 181 paesi e aree →

Ai primi posti figurano paesi aridi con superfici molto ridotte e forte irrigazione, come Oman 29.147,0 e Emirati Arabi Uniti 23.306,5 kg/ha; in coda Capo Verde 40,3 e Namibia 451,2. L'Italia sta nella metà alta, ma lontana dal vertice.

Resa cerealicola: testa, coda e Italia1Oman29,1472Emirati Arabi Uniti23,3063Qatar18,2754Kuwait14,9575Saint Vincent e Grenadine13,34441Ucraina5,147.742Arabia Saudita5,121.743Italia5,059.444Uruguay5,057.745Brasile5,002.6179Somalia503.5180Namibia451.2181Capo Verde40.3kg/ha
I primi 5, i vicini di Italia e gli ultimi 3 (2024). Il numero a sinistra della barra è la posizione. Fonte World Bank (WDI)
Andamento di Resa cerealicola9,2147,664.56,114.94,565.43,015.92012201420162018202020222023ItaliaUSACinaMondokg/ha
Italia a confronto con le grandi economie e con il mondo. Fonte World Bank (WDI)

Le barre in testa sono di un ordine di grandezza superiore al resto, quindi la scala va letta con attenzione. La linea italiana scende da 5.315,1 kg/ha nel 2012 a 5.059,4 nel 2023, con il minimo di 4.750,0 nel 2022.

Superficie agricola

Mappa mondiale di Superficie agricola
Mappa del mondo: Superficie agricola (2023). Più il colore è scuro, più il valore è alto. Il contorno arancione è Italia. Fonte World Bank (WDI)

In testa Costa d'Avorio 86,48%, Turkmenistan 84,22% e Burundi 83,89%; all'estremo opposto Suriname 0,45%, Groenlandia 0,59% e Singapore 0,92%. L'Italia è sopra il valore mondiale ma sotto Francia 52,50% e Germania 47,47%.

Superficie agricola: testa, coda e Italia1Costa d’Avorio86.482Turkmenistan84.223Burundi83.894Uruguay81.355Arabia Saudita80.7781Yemen44.4282Belgio44.3883Italia44.2684Thailandia43.885Portogallo43.34208Singapore0.92209Groenlandia0.59210Suriname0.45%
I primi 5, i vicini di Italia e gli ultimi 3 (2023). Il numero a sinistra della barra è la posizione. Fonte World Bank (WDI)
Andamento di Superficie agricola58.452.346.340.334.32012201420162018202020222023ItaliaUSACinaMondo%
Italia a confronto con le grandi economie e con il mondo. Fonte World Bank (WDI)

Le barre scendono in modo graduale, senza gli scarti estremi visti per la resa, salvo i pochi territori quasi privi di superficie agricola. La linea italiana passa da 46,43% nel 2012 a 44,26% nel 2023, con oscillazioni fra il 2018 e il 2021.

Indice della produzione alimentare

Mappa mondiale di Indice della produzione alimentare
Mappa del mondo: Indice della produzione alimentare (2022). Più il colore è scuro, più il valore è alto. Il contorno arancione è Italia. Fonte World Bank (WDI)
PosizionePaese / areaindice
1Senegal177.49
2Arabia Saudita172.66
3Oman170.06
4Mozambico161.67
5Mongolia157.87
158Kiribati97.32
159Siria96.98
160Italia96.97
161Botswana96.87
162Portorico95.25
193Ungheria74.66
194Cuba71.39
195Gambia71.08

Vedi la classifica completa di 195 paesi e aree →

In cima Senegal 177,49 e Arabia Saudita 172,66, in fondo Gambia 71,08 e Cuba 71,39: la tabella ordina la variazione rispetto al 2014-2016, non la dimensione della produzione. L'Italia è 160ª su 195.

Indice della produzione alimentare: testa, coda e Italia1Senegal177.492Arabia Saudita172.663Oman170.064Mozambico161.675Mongolia157.87158Kiribati97.32159Siria96.98160Italia96.97161Botswana96.87162Portorico95.25193Ungheria74.66194Cuba71.39195Gambia71.08indice
I primi 5, i vicini di Italia e gli ultimi 3 (2022). Il numero a sinistra della barra è la posizione. Fonte World Bank (WDI)
Andamento di Indice della produzione alimentare114.3107.8101.394.988.42011201320152017201920212022ItaliaUSACinaMondoindice
Italia a confronto con le grandi economie e con il mondo. Fonte World Bank (WDI)

Le barre si distribuiscono attorno al valore di riferimento 100, che qui non è una media di risultati. La linea italiana scende da 107,71 nel 2011 a 96,97 nel 2022, restando vicino a 100 dal 2017 in poi.

Occupazione in agricoltura

Mappa mondiale di Occupazione in agricoltura
Mappa del mondo: Occupazione in agricoltura (2025). Più il colore è scuro, più il valore è alto. Il contorno arancione è Italia. Fonte World Bank (WDI)
PosizionePaese / area%
1Singapore0.1
2Hong Kong0.18
3Macao0.37
4Israele0.76
5Bahamas0.78
40Estonia2.96
41Giordania3.12
42Italia3.35
43Spagna3.37
44Finlandia3.49
185Niger72.99
186Mozambico73.01
187Burundi85.34

Vedi la classifica completa di 187 paesi e aree →

Le quote più basse sono a Singapore 0,10%, Hong Kong 0,18% e Macao 0,37%, le più alte in Burundi 85,34% e Mozambico 73,01%. L'Italia resta sopra Francia 2,33% e Germania 1,07%, sotto Corea del Sud 5,10%.

Occupazione in agricoltura: testa, coda e Italia1Singapore0.12Hong Kong0.183Macao0.374Israele0.765Bahamas0.7840Estonia2.9641Giordania3.1242Italia3.3543Spagna3.3744Finlandia3.49185Niger72.99186Mozambico73.01187Burundi85.34%
I primi 5, i vicini di Italia e gli ultimi 3 (2025). Il numero a sinistra della barra è la posizione. Fonte World Bank (WDI)
Andamento di Occupazione in agricoltura32.924.215.56.8-1.82014201620182020202220242025ItaliaUSACinaMondo%
Italia a confronto con le grandi economie e con il mondo. Fonte World Bank (WDI)

Il divario fra i due estremi della graduatoria supera gli 85 punti percentuali, il più ampio dell'intera serie di riquadri. La linea italiana sale fino a 4,05% nel 2021 e poi scende a 3,35% nel 2025.